Prendete un foglio, scrivete delle frasi, poi ritagliate ogni parola, chiudete i pezzetti di carta in bigliettini (o se siete di quelle persone impazienti, accartocciateli), metteteli al centro della tavola e sceglietene un tot a testa (anche questo dipende dalla vostra pigrizia, più o meno).
Poi create delle frasi o delle espressioni, o quello che vi viene in mente. Tipo, noi ci abbiamo provato oggi.
Una via nella città verso la pace.
Le patate sulla marmellata fanno merda di morto.
Terra gira in tondo al sole.
Ascoltanso, Wild mi compra un'amaca.
L'armadio funziona.
Fa più caldo.
Il cellulare puzza di nutella.
Mangiando le mandorle in una passeggiata.
Vedere i bambini rossi.
Comprare l'arancione
Il sole è musica.
Fare solo lecchi.
Come la notte.
Sono regali verdi.
Sigarette al thé.
Simmel gay.
Luca sembra un trinomio.
Le foto guariscono con vodka-mele.
Le scrivo dei libri facendo su.
é una walk-scatola.
é una merda!
La bici parlò con alberi di thc.
é un venerdì preferito: andiamo al mare!
Ma la crostata è dolce?
Odio Michele. Dorme. Lunedì portami la bara vuota.
Gli occhiali neri a pois.
Sono giorni felici. Riposa i capelli.
Importante Indipendenza.
L'arte: biscotti con cioccolato.
Stai dentro! Che cazzo!
Take care!
martedì 7 aprile 2009
Si gioca!
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Etichette: giochi, stupide stupide stupide cose
venerdì 14 novembre 2008
Con Della al bar
Se dovessi decidere di metter su un gruppo, sceglierei:
Batteria: John Bonham, ovviamente per ovvi motivi ( http://it.youtube.com/watch?v=ExwDb4BOM4c );
Basso: Jeff Pezzati, (di cui sinceramente non avrei saputo il nome se non l'avessi controllarlo dieci secondi fa su Wikipedia) che è il bassista dei Big Black ed il basso ha un suono cattivo e per niente caldo che wooow;
Chitarre: Syd Barrett e Thurston Moore, perchè secondo me si sarebbero molto simpatici, e perchè sperimentare è bello e perchè voglio un gruppo senza chitarrista eccessivamente leader;
Cantante: Iggy Pop, perchè bisogna rotolarsi e dire oscenità.
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lunedì 21 luglio 2008
UMORE BUBBLEGUM+TENDENZE SACRILEGHE+LEZIONI DI PAROLACCE PER BAMBINE
(Si chiamano "Bastard Fairies" e devo ancora capire se mi piacciono o meno, ma sembra che tutto quello che giri loro intorno, a parte la musica, sia commovente).
All you Mormons who like cussing,
you are going to hell
All you preachers who like fucking,
you are going to hell
Little boys that choke the chicken,
you are going to hell
It’s the nature of evolution,
the dinosaurs went to hell
Hell hell hell it’s a wonderful place
It’s a place of fire and brimstone
All you Christian politicians,
you are going to hell
Magic Jesus apparitions
send you to hell
Buddhist monks without god
you are going to hell
Those of you dissecting frogs,
you are going to hell
Hell hell hell it's a wonderful place
It's a place of fire and brimstone
I need a beer
-Can opening-
Ha-ha that was pretty good
Ahh. Okay
All you Catholics wearing condoms,
you are going to hell
All us fatties eating bonbons,
we are going to hell
Unbaptized babies learn to limbo,
purgatory is hell
And your religion is a gamble
and you are going to hell
Hell hell hell is a wonderful place
It's a place of fire and brimstone
Check this shit out
It’s gunna change your life
There once was a man who thought that if he ate all the pages in the bible he could kill most anything
In 1913 he died of a stroke when he tried to eat the book of kings
Eat the book of kings
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sabato 19 luglio 2008
Wallace says
"Uno dei miti più pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista. La verità è che le ore prima di un suicidio sono fatte di enorme presunzione ed egocentrismo".
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Etichette: qualcosa di seriamente interessante qua e là
mercoledì 14 maggio 2008
Amo il mio robot
Nutre la mia libido.
La lavatrice è ipnotica
Convoglia delusioni.
Il Sole artificiale che abbiamo
Impiantato in cucina
Funziona.
Il riduttivismo è affare
Di un dio
Che dice di non saper ridere.
I giorni sono
Teatrini grotteschi
Su un palcoscenico cerebrale
Infelice.
Xilofoni filati
Resina intagliata
Natura sintetizzata
Nuvole dal sapore
Oppiaceo.
Risplende ancora
Quello che la spietata gazza
Osò strappare via
Dalla tela del ragno
Filatore di memoria.
Filastrocche per bambine perverse
Grembiulini frufrù
Che sghignazzano violenza.
Straniante
Questo clima
Stucchevole
La testa a metà.
Atomi che si rincorrono ansimanti
Loro scopo è la perfezione
Inevitabilmente fallimentare.
C’è
Uno stretto
Collegamento
Tra l’anarchia
Ed il sangue mestruale.
Il giorno che ci perdoneremo
Le stelle applaudiranno incoscenti.
Al peggio da teenager
C’è fine,
basta accantonare
i Nirvana.
L’abominio
È proporzionale
Alla sensibilità.
Il giorno che ci perdoneremo
Un summit di arcobaleni
Griderà festoso
La nostra nostalgia al miele.
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Non più la tua realtà
Deformata.
Non un sussurro vizioso
Di amore libero.
Nemmeno la pioggia
che infastidisce le tegole.
Non una merenda,
intenerisce i più forti,
sdrammatizza l’età.
Piuttosto post-rock,
che emoziona, ma spegne.
Piuttosto una foglia,
che gracchia sfinita, lacerata.
Piuttosto un’ombra
Mascolina senza forme.
Sabbia e non polvere da sparo,
cartilagine,
consonanti bidimensionali,
suoni puliti,
minestra scialba che
non pensa
nulla
a riguardo.
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lunedì 21 aprile 2008
La cosalità delle cose
Il professore
con tanto di tentacoli che tentacolosamente rivolge alla classe
impartisce una lezione
su come tutto quello che facciamo
finisca per venirici a noia
e come tutte le cose
intrappolate nella loro pastosa cosalità
riescano a presentarsi sempre vestite uguali.
Mentre la ragazza col bicchiere di vetro in mano
che non può posare in terra
a causa di una distrazione adolescenziale
di cui una non distratta matrigna si è accorta
dorme
sulla sua guida
per androidi che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro,
in bilico
tra la cosalità pastosa
ma astratta
del momento prima di svegliarsi
e quello solo poco successivo
- intanto un brusio discontinuo di grafite
ispira melodie indistinte-
Intanto il professore richiama con i suoi occhi da polipo
eloquenti
un ragazzo raggomitolato dentro al calduccio
delle sue calde mani intrecciate
calde
calde
calde
calde
calde
mani.
La ragazza col bicchiere di vetro
ha un respiro pesante
perfettamente non a tempo con il brusio di grafite
-la cosalità delle cose li sta per mangiare-
In fondo all'aula c'è una lavagna multimediale
modello arcaico
che si autoriempie
metabolizzando i pensieri dei ragazzi presenti
e riproponendoli scritti sulla sua pancia
e quant'è brutto scoprire che
-forse a causa della cosalità delle cose-
ci sono solo storielle malate di amplessi nei nascondigli.
Il professore
posa un tentacolo di gelatina rosa
sulla testa della ragazza col bicchiere di vetro
bicchiere
di
vetro
che deve tenere sempre in mano
a causa del sortilegio.
La ragazza
sobbalza
sorride
sussurra stordita scuse serafiche
finchè il bicchiere non cade
ed il brusio è cristallino
ed invaderà gli incubi
di un professore
che pretendeva
di spiegare
la cosalità delle cose.
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Etichette: cose senza capo ne' coda
